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In passato abbiamo già presentato l’opera di Dino Campini, Piazzale Loreto, ma riteniamo che sia quanto mai opportuno approfondire l’analisi su questo testo, trattando di argomenti che in qualche modo risultano ancora d’attualità e di misteri che ancora non hanno avuto una soluzione, legati principalmente alla sparizione dei carteggi di Mussolini.
Ma chi era Dino Campini e perchè è così importante la sua testimonianza? Campini fu Comandante del IV° Btg. Carri M del 133 Reggimento corazzato in Africa Settentrionale, prima di divenire il segretario speciale del Ministro Biggini, con il quale si instaurò un rapporto non solo lavorativo, ma anche di cordiale amicizia.
La stretta vicinanza con Biggini, portò Campini ad un contatto ravvicinato con i carteggi della linea d’ombra, conservati nell’ormai famosa cartellina di marocchino rosso, scomparsa immediatamente dopo la morte del Ministro Biggini.
Il rapporto di Campini con quei documenti fu anche in qualche misura di soggezione, in virtù dell’enorme peso storico del carteggio. In un passo del libro arriva infatti a definire la cartellina sua “nemica”, ma ne divenne in più occasioni il custode fidato, a partire dall’anno 1944. I documenti erano divisibili in tre carteggi: quelli tra Mussolini e gli inglesi, quelli tra Mussolini e i tedeschi, quelli tra Mussolini e il Vaticano e Biggini era l’unico ad averli in custodia tutti e tre. Campini rimane comunque il primo a parlare pubblicamente dell’esistenza del carteggio e dei suoi contenuti e nello stralcio del libro che pubblichiamo, è possibile comprendere quale sia l’importanza ed il peso di quei documenti.

Scarica la terza parte del libro

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