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Autore: Pietro Cappellari

 

Editore: Herald Editore, Roma 2010 (seconda edizione riveduta e aggiornata)

 

Formato: 17×24; 250 pagine

 

Euro 20

 

Info: cappellaripietro@gmail.com

 

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Nel corso della prima metà del Novecento, sia ad Anzio che a Nettuno, esistevano i “Legionari”: la Prima Guerra Mondiale, la “pacificazione” della Libia, la conquista dell’Etiopia, la Cruzada spagnola e, naturalmente, la Seconda Guerra Mondiale, avevano visto la massiccia partecipazione di Nettunesi ed Anziati che, con il loro sangue, avevano scritto le pagine più belle della storia d’Italia.

Con l’8 settembre 1943, con la firma della resa incondizionata, sembrò spezzarsi questo “continuum” e quel popolo che aveva dato alla storia “Santi, Eroi, Navigatori”, sembrò scomparire nell’anonimato più completo.

Invece no. Troppo superficiale e troppo comodo sarebbe sostenere questa tesi. Perché, mentre tutto un mondo crollava, mentre l’Italia cadeva nella più dolorosa e vergognosa resa che la storia ricordi, vi fu chi, pur sapendo di andare di fronte ad una sconfitta certa, prese le armi “per l’onore d’Italia” e dimostrò che quel tipo umano, capace di miracoli ed eroismi, non era scomparso dalla nostra penisola.

I ragazzi della RSI dimostrarono che l’Italia poteva ancora vantare i suoi… Legionari.

Questo studio intende ricordare coloro che per una scelta d’onore sacrificarono quello che di più caro un uomo può avere: gli affetti e la vita.

Si trattò della scelta più difficile, ma a questi uomini poco interessava la “convenienza”, poco interessava il “calcolo”. Furono coscienti artefici del loro destino e furono coscienti che quella scelta, quel loro volontarismo, avrebbe costituito un “punto di non ritorno” che li avrebbe condotti anche al sacrificio supremo.

Di fronte ad una massa “grigia” e rassegnata, che passiva attendeva lo scorrere degli eventi, il loro esempio rifulge come un faro di luce nelle tenebre della notte.

Per sessant’anni il loro sacrificio venne dimenticato perché un’apposita censura politica non ha mai permesso che si parlasse di loro. Questo lavoro vuole scardinare il processo mentale di censura della memoria collettiva e ricordare chi – con delle scelte ben precise – fu artefice e protagonista della storia.

Particolarmente interessante la ricostruzione delle storie dimenticate di tutti quei Nettuniani che, arruolatisi nelle Forze Armate Repubblicane, non fecero più ritorno alle loro case.

Questo è stato l’aspetto più difficile della ricerca. Neanche i famigliari, infatti, hanno mai saputo nulla della loro storia.

Si è trattato di andare a ricostruire, tassello dopo tassello, dei mosaici di cui nessuno aveva mai visto l’aspetto. Fatti avvenuti in diverse località dell’Italia settentrionale, dimenticati anche dalla stessa memoria collettiva locale, su cui mancava un qualsiasi studio o testimonianza.

È stato così possibile ricostruire il disarmo del Presidio di Trino (Vercelli) della Brigata Nera “Ponzecchi”; lo scontro di Monforte d’Alba sostenuto dalla GNR di Imperia; il rastrellamento del Monte Genevris della GNR di Brescia; il rastrellamento di Pareto della Divisione “San Marco”; gli ultimi combattimenti in difesa della Valle Padana della Divisione GNR “Etna”; le stragi partigiane del dopoguerra a Milano; ecc.

Tutti episodi dimenticati che vengono ora presentati per la prima volta al pubblico, attraverso una rigorosa ricostruzione storica dei fatti.

Dopo più di 60 anni, tornano ad Anzio e Nettuno le storie dei loro figli caduti “per l’onore d’Italia”.

 

PIANO DELL’OPERA:

L’IMPORTANZA DELLA RICERCA STORICA di Ajmone FINESTRA

PRESENTAZIONE di Fernando CROCIANI BAGLIONI

PREFAZIONE di Alberto B. MARIANTONI

INTRODUZIONE

Un lavoro rivoluzionario, eretico, maledetto

Genesi della ricerca

I custodi della memoria

Eroi dimenticati

CAPITOLO I: NETTUNIA E LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA

Nettunia, città di “fondazione”

Una scelta: la Repubblica Sociale Italiana

Pietro Fiaschi, un Professore al servizio dell’Italia

CAPITOLO II: UN SILENZIOSO SACRIFICIO

Al servizio della comunità

Il bombardamento del 19 ottobre 1943

Al nord per “rifarsi una Patria”

Con i Paracadutisti sulle Alpi Occidentali

La repubblica fascista dell’Himalaya

Sulle Ali d’Italia

CAPITOLO III: ARRIVANO I “LIBERATORI”

Lo sbarco degli angloamericani (22 gennaio 1944)

Nel posto sbagliato, nel momento sbagliato

Come si falsifica la storia

CAPITOLO IV: GIUSEPPE LUCIDI, CADUTO NELLA DIFESA DI ROMA

Il Battaglione “Barbarigo” va alla guerra

Lo scontro del Lago di Fogliano (15 aprile 1944)

CAPITOLO V: GIUSEPPE LUDOVISI, COI LEONI DELLA “SAN MARCO”

Dal fronte greco-albanese alla “San Marco”

“Iterum Rudit Leo”: ancora ruggisce il leone

Un colpo nella nebbia…    

CAPITOLO VI: ANGELO CESTARELLI, TUTTO PER LA PATRIA

La Marcia della Giovinezza

In Africa con i “ragazzi di Mussolini”

A cercar la bella morte

Il disarmo del Presidio di Trino (18 febbraio 1945)

Il lungo Calvario: Case Turini

Sangue su Montiglio

I cimiteri dimenticati

CAPITOLO VII: UMBERTO POLLASTRINI, GIOVANE “SOLDATO DI RAZZA”

Un ragazzo del ’24

Lo scontro di Benenti (27 febbraio 1945)

CAPITOLO VIII: PIERO FIORAVANTI, SENTINELLA D’ITALIA

La famiglia Fioravanti

Sulle Alpi in difesa dell’Italia

L’operazione sul Monte Genevris (2 agosto 1944)

La Squadra del Ten. Camerini

Il martirio delle Camicie Nere

CAPITOLO IX: BRUNO FIORAVANTI, “LA CARNE CONTRO L’ACCIAIO”

Un Artigliere in camicia nera

L’ultima battaglia di Bruno

Il ritorno dei fascisti…

CAPITOLO X: PIPPO BIZZARRI, UN MOTOCICLISTA IN CAMICIA NERA

La Guardia Nazionale Repubblicana Stradale

La bufera di sangue su Milano

APPENDICE

I caduti e i dispersi della Repubblica Sociale Italiana di Nettunia

Il bandito Lucidi

APPENDICE FOTOGRAFICA (foto inedite dei caduti della RSI e del cimitero di Altare; presente anche una inedita piantina originale del cimitero di Doganella della Decima MAS)

INDICE DEI NOM

BIBLIOGRAFIA

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